Biografia

Biografia - Emiliano Valente
Nel 2001 è attore della Compagnia Teatrale "Teatro Internato" diretta da Stefano Té.
Dal 2004 inizia il suo percorso solista.
Dal 2004 scrive e interpreta   "La Banda del Gobbo". Mito e resistenza popolare nei nove mesi di occupazione nazista.
Dal 2007 scrive e interpreta       "Tempo". Monologo in 4/4.

Dal 2010 scrive e interpreta "Quel che resta"
Dal 2008 è direttore artistico della Rassegna "Fuori dal Comune"
Dal 2009 è direttore artistico della Notte Bianca Buonvicino SKidros.
Dal 2010 collabora alla realizzazione della Rassegna "Niente di Presentabile" al Fanfulla a Roma.
Dal 2007 è insegnante di Teatro presso le scuole elementari Giulio Cesare a Roma, e Nuova Florida ad Ardea

La Banda Del Gobbo.

La Banda Del Gobbo. - Emiliano Valente

La banda del gobbo nasce all'interno di un progetto per le scuole medie durante il mese della memoria nel 2005. Poi in seguito è stato trasformato in spettacolo serale. Il testo è nato dalla fusione dello studio bibliografico, con le esperienze dirette raccolte in numerose interviste effettuate nei quartieri di Centocelle, Alessandrino e Quarticciolo. Lo spettacolo oltre che in numerosi edifici scolastici del territorio, è stato rappresentato nella rassegna Racconti al Parco all'Alessandrino per l'Estate Romana, durante la Notte Bianca a Roma presso il Ministro dei Beni Culturali,al Teatro Biblioteca Quarticciolo, in numerose rassegne tra Marche, Toscana, Emilia Romagna, Calabria.

Tempo.

Tempo. - Emiliano Valente

1- 2-3-4-5-6-7-8-9-10 10 secondi, poi 20 poi 30, il tempo che passa, 16 07 51, 19  07 92, 20 07 01, 5 05 72,2 08 81  numeri, semplici numeri, numeri che non dicono nulla. Numeri che contengono storie, che contengono facce, fatti, uomini, che coinvolgono altri uomini, e altri uomini ancora, numeri che contengono colpe,numeri che contengono golpe, ognuno colpevole della sua colpa, ognuno innocente e vittima del suo non essere colpevole. Io sono Emiliano Valente, io ho i miei numeri, queste date non mi appartengono, non sono le mie, ma queste date mi appartengono, perchè è la Storia nata da queste date che mi appartiene. Ma l'unica reale storia che mi appartiene  è quella fatta di uomini, racconti,  volti e umori. Ma quando la storia diventa un fatto, allora gli uomini diventano nomi, ma i nomi da soli non bastano se non tornano storia e non tornano fatti. Un viaggio nel tempo, un viaggio nella storia recente. Quattro storie, quattro personaggi, ognuno con il proprio vissuto, ognuno con la propria realtà che diviene simbolo della  storia di tutti. Il nonno emigrante del 51, l'anarchico ucciso nel 71, il magistrato fatto saltare in aria nel 91, l'uomo medio dei nostri giorni, si incontrano, si evitano, si scambiano i ruoli e si dimenticano che tutto è consequenziale, nulla accade per caso, tutto è legato dal filo del tempo che scorre inesorabile sulle nostre vite.Un attore, un pianoforte, una chitarra, una fisarmonica, quattro personaggi e immagini che scorrono per non dimenticare il tempo che è già passato, per mostrare che se non si sapessero le date ognuno dei personaggi potrebbe appartenere alla nostra storia recente.

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Prossime Date

27 Aprile ore 21,00 Pd Mazzini
La Banda del Gobbo


4 - 5 maggio ore 21,30 Forte Fanfulla

Mattone dopo mattone


19 - 20 maggio Teatro Le Sedie

Mattone dopo mattone

Mattone dopo mattone

Mattone dopo mattone - Emiliano Valente

Sono in macchina, ho appena preso la tangenziale, un incidente rende impossibile qualsiasi spostamento. Non mi muovo e non ho il minimo interesse ad ingannare il tempo con uno dei tanti giochini che mi porto dietro. Inizio così a costruirmi un mondo immaginario, fatto di personaggi stravaganti e idee di cambiamento. Ma neanche il mondo immaginario riesce a coprire il mio sguardo dalle costruzioni che si moltiplicano di fianco a me, volumi che invadono il mio spazio, il mio animo, la mia fisicità. Senza mai muovermi dal mio pandino, percorro le vie dei nuovi quartieri romani, osservo le piscine dei mondiali di nuoto mai terminate,  le mille nuove costruzioni di una città che continua a espandersi, senza regole e limiti urbanistici. E così nasce il conflitto tra la mia immobilità e questo vagabondare immaginario alla ricerca di inutili verità. Ma a cosa serve conoscere la verità? Intorno al mio pandino solo volti e figure annoiate, provate da un'alienante esistenza, scandita dai soliti gesti,  dalle solite abitudini. Gesti ripetuti ogni giorno, in quegli abitacoli che ormai sembrano sempre più somigliare a surrogati di abitazioni. A cosa pensano? Quali sono le loro preoccupazioni? Cosa gli sta davvero a cuore? Non ho risposte, non le possiedo, e sono anche stanco di continuare a domandarmelo. Solo una volta terminato il viaggio mi rendo conto della mia solitudine, del mio grido che non emette suono, dei miei occhi chiusi dal troppo vedere, e dell'impossiblità di poter trovare ciò che vorrei trovare realmente.

 Lo spettacolo nasce all'interno della macchina e muore lì, è costantemente costruito e distrutto, riorganizzato e denigrato. Forse non è mai esistito, forse deve essere ancora creato.